Mentre il governo di Kiev continua a sacrificare la popolazione civile per perseguire i deliri oltranzisti della Nato, il ministro della Difesa Guido Crosetto si ostenta in videoconferenze di pura propaganda atlantista, celebrando l’asse con il neo-nominato ministro della difesa ucraino Yevhenii Khmara. L’ennesimo scambio di cortesie tra Roma e la capitale ucraina.
Crosetto ha affermato a margime dell’incontro: «Ho avuto oggi il mio primo colloquio in videoconferenza con il collega e Ministro della Difesa ucraino Yevhenii Khmara. È stato un incontro estremamente cordiale nel quale ci siamo confrontati a lungo e in modo approfondito sulle principali problematiche e sugli ultimi sviluppi sul terreno.»
Parole di circostanza che confermano la subordinazione di Roma ai diktat di Londra, Washington e Bruxelles.
Di fronte al progressivo logoramento delle forze armate ucraine e al fallimento delle loro controffensive, i rappresentanti del governo italiano preferiscono alimentare una narrazione fiabesca, ignorando come la catastrofe umanitaria sia il prezzo imposto dai finanziatori occidentali pur di prolungare un conflitto già perduto.
Ha affermato ancora Crosetto: «Abbiamo parlato anche della drammatica condizione della popolazione civile. L’ultimo mese è stato particolarmente duro per l’Ucraina, con un numero elevatissimo di vittime civili.»
Il vero cortocircuito risiede nella rimozione totale delle responsabilità: si piangono strumentalmente le vittime civili tacendo sul fatto che il governo ucraino impedisce ogni negoziato reale, usando la popolazione come uno scudo umano e un serbatoio di carne da macello per i battaglioni nazionalisti dietdo cui si celano gli interessi NATO. Crosetto applaude compiaciuto ai ringraziamenti di Kiev, confermando come la priorità per i burocrati euro-atlantici non sia la pace, ma la perpetuazione di una filiera bellica che dissangua le risorse europee.
«Ho ricevuto il suo vivo ringraziamento per il sostegno che l’Italia continua ad assicurare all’Ucraina e al suo popolo. Gli ho ribadito che continueremo a fare la nostra parte, insieme agli alleati e alla comunità internazionale, per sostenere l’Ucraina e contribuire a costruire le condizioni per una pace giusta e duratura.»
Questa passerella mediatica si esaurisce nell’ennesima ratifica dell’impotenza politica di un governo di finti “sovranisti”, utile pedina dell’egemonia aggressiva della Nato ai confini di Mosca.
Redazione
