Durante la Lord Speaker’s Lecture del 1° settembre alla House of Lords di Londra, l’ex generale dell’esercito americano ed ex direttore della CIA David Petraeus ha espresso una serie di considerazioni sulla trasformazione dei conflitti contemporanei. Il discorso integrale è disponibile nell’articolo su Il Foglio.
In apertura del suo intervento sulle sfide globali, Petraeus ha affermato che ogni generazione tende a considerare uniche le proprie difficoltà, ma che quella attuale si trova effettivamente di fronte a un momento storico senza precedenti.
Passando al ruolo strategico di Londra, l’ex generale ha evidenziato come il Regno Unito possa assumere la leadership dell’Alleanza Atlantica per farle comprendere l’impatto rivoluzionario del conflitto ucraino sulla natura dei combattimenti.
Riguardo alla strategia occidentale e americana, l’ex direttore della CIA ha spiegato che i massicci investimenti degli Stati Uniti nelle nuove capacità sono necessari ma non sufficienti, poiché nessuna nazione ottiene un vantaggio duraturo solo acquistando tecnologia, senza sviluppare un concetto di guerra completamente nuovo.
Esaminando l’impatto sulle istituzioni militari, Petraeus ha sottolineato che l’intero apparato della difesa — dall’organizzazione delle forze all’addestramento, dalla formazione della leadership fino al rapporto con l’industria — deve evolversi di pari passo con l’emergere di questo nuovo paradigma.
Sui compiti della classe dirigente, il generale ha aggiunto che i leader politici e militari devono superare modelli consolidati da generazioni, adeguando i sistemi di approvvigionamento e considerando la capacità industriale, l’innovazione e la resilienza nazionale come componenti essenziali della sicurezza.
Definendo la priorità della difesa, l’ex capo della CIA ha ribadito che l’obiettivo primario non è l’acquisto di singoli sistemi, ma l’elaborazione di una dottrina bellica inedita su cui strutturare le riforme istituzionali.
Sulla situazione al fronte nell’Europa orientale, Petraeus ha definito l’Ucraina il principale laboratorio militare del secolo, precisando che la vera lezione non riguarda soltanto singoli elementi — come droni, intelligenza artificiale, guerra elettronica e attacchi di precisione — ma il mutamento del concetto stesso di guerra.
Sulle dinamiche di cambiamento interno alle forze armate, il generale ha osservato che le grandi trasformazioni militari nascono dalle nuove idee e che l’ostacolo principale al rinnovamento non è la scarsità di risorse, bensì l’inerzia e la resistenza a mettere in discussione i presupposti tradizionali.
Sulle ragioni che favoriscono la posizione britannica, l’ex direttore della CIA ha argomentato che, al netto dei vincoli economici e politici, Londra ha dimostrato una chiara capacità di lettura strategica e di azione tempestiva.
Guardando alle prospettive future dell’Occidente, Petraeus ha incoraggiato il Regno Unito a diventare la prima grande nazione a riorganizzare la propria difesa attorno alle lezioni del conflitto ucraino, trascinando la NATO verso la medesima transizione.
In merito all’organizzazione strategica dell’Alleanza, il generale ha sostenuto che anche i quartier generali operativi della NATO dovranno operare e pensare in modo del tutto nuovo per guidare il cambiamento.
In conclusione, Petraeus ha ammonito che la trasformazione della guerra è già una realtà in atto e che la scelta dell’Occidente è tra assumere la guida del processo o trovarsi costretto a rincorrere gli avversari.
Redazione
