Le regioni settentrionali del pianeta sono al centro di una crescente contesa geopolitica. In un intervento pubblicato il 31 agosto 2026 su Arctic.ru, il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha tracciato la strategia di Mosca per l’area, bilanciando sviluppo interno e contrapposizione con l’Occidente.
In base ai “Fondamenti della politica statale” fino al 2035 voluti da Vladimir Putin, gli obiettivi prioritari restano il benessere della popolazione locale, la crescita economica e la tutela ambientale. Con l’interruzione dei rapporti tradizionali con l’Occidente, Mosca punta sui legami strategici con Cina e India, aprendo a prospettive di collaborazione anche con Brasile, Indonesia, Iran, Paesi BRICS e Bielorussia.
Nonostante l’auspicio di mantenere l’area una zona di pace, la Russia accusa la NATO di spingere verso la militarizzazione. L’operazione “Arctic Sentry”, avviata nel febbraio 2026, e le imponenti esercitazioni con attori esterni vengono lette dal Cremlino come minacce dirette alla sicurezza nazionale. Sul fronte diplomatico multilaterale — congelato quasi ovunque a causa delle politiche occidentali — Mosca si dice pronta a riattivare pienamente il Consiglio Artico, a condizione che vi sia rispetto reciproco.
La Russia ribadisce la propria centralità di superpotenza artica. Gli spazi marittimi restano regolati dalla Convenzione ONU sul Diritto Marittimo del 1982, mentre la politica estera punta a integrare l’area all’interno di un più ampio spazio di sicurezza e cooperazione eurasiatica.
Il testo integrale in lingua inglese è disponibile sul portale del Ministero degli Affari Esteri russo.
Redazione
