Focus Russia. Gli interventi dello stato russo nell’economia dopo il 2022 (pt.1)

1. I rapporti dello stato con le imprese russe

Dopo il febbraio 2022, i rapporti tra lo stato russo e le imprese nazionali sono stati caratterizzati dal rafforzamento del sostegno pubblico e, in determinati ambiti, degli strumenti di indirizzo e controllo statale. Inizialmente, una parte considerevole dei provvedimenti era stata pensata per contenere le conseguenze delle sanzioni, l’interruzione delle precedenti catene logistiche, l’uscita dal mercato di fornitori stranieri e le crescenti difficoltà di accesso ai finanziamenti.

Già nella primavera del 2022, il Governo della Federazione Russa (Pravitel’stvo Rossijskoj Federacii) ha introdotto programmi speciali di credito agevolato destinati alle imprese di rilevanza sistemica operanti nell’industria, nel commercio e nel complesso agroindustriale. Lo scopo immediato era quello di garantire alle aziende la disponibilità di capitale circolante e permettere loro di continuare l’attività nelle nuove condizioni economiche. Il credito agevolato è stato successivamente affiancato da sovvenzioni, programmi settoriali, finanziamenti attraverso istituzioni pubbliche di sviluppo e altre forme di sostegno finanziario.

Parallelamente, lo stato ha iniziato a intervenire più attivamente nella determinazione delle direttrici di sviluppo della produzione nazionale. Questo processo è risultato particolarmente evidente nell’ambito della politica di sostituzione delle importazioni. Le sanzioni, le restrizioni alle esportazioni verso la Russia e la cessazione o riduzione volontaria delle attività di numerose imprese straniere hanno provocato difficoltà nell’approvvigionamento di macchinari, componenti, software e tecnologie. Lo stato ha reagito favorendo la produzione di alternative nazionali attraverso crediti agevolati, sovvenzioni, commesse pubbliche e finanziamenti destinati alla ricerca, allo sviluppo e alla localizzazione della produzione.

Un ruolo importante in questa politica è stato assunto dal Fondo per lo sviluppo dell’industria (Fond razvitija promyšlennosti), al quale sono state destinate risorse supplementari per finanziare progetti industriali, compresi quelli finalizzati alla sostituzione di componenti precedentemente importati. Analogamente, nel settore informatico furono introdotte agevolazioni fiscali e creditizie per le imprese russe e venne incoraggiato l’impiego di software nazionali, soprattutto all’interno delle strutture pubbliche e delle infrastrutture considerate strategiche.

In riferimento ai rapporti tra lo stato e le imprese che operano nell’ambito delle commesse pubbliche e, soprattutto, degli ordini statali in materia di difesa (gosudarstvennyj oboronnyj zakaz), l’aumento della spesa pubblica verificatosi dopo il 2022 ha fatto sì che, in numerosi settori industriali, lo stato diventasse uno dei principali, e per alcune produzioni il principale, acquirente. In questi casi, esso non si limita a regolamentare le condizioni generali dell’attività economica, ma influenza direttamente la quantità e la tipologia dei beni prodotti attraverso le proprie commesse.

L’aumento dell’influenza statale sull’impresa privata non richiede necessariamente il trasferimento della proprietà allo stato. Un’impresa può rimanere formalmente privata e, allo stesso tempo, dipendere in misura crescente dalle commesse pubbliche, dal credito sovvenzionato, dalle agevolazioni fiscali o dai programmi statali d’investimento. Di conseguenza, alla permanenza della proprietà privata può accompagnarsi un aumento della dipendenza di determinate imprese dalla domanda e dal finanziamento pubblici. Ciò non permette tuttavia di estendere automaticamente questa caratteristica all’intero settore privato russo, poiché il grado di dipendenza varia considerevolmente a seconda del settore.

L’intervento pubblico non si è tuttavia tradotto esclusivamente in un aumento della regolamentazione. In alcuni ambiti lo stato ha proceduto nella direzione opposta, introducendo forme temporanee di deregolamentazione. Nel 2022 furono limitati alcuni controlli sulle imprese, prorogate automaticamente determinate autorizzazioni e semplificate alcune procedure amministrative. Particolarmente significativo è stato il caso del settore informatico, nel quale le imprese russe hanno beneficiato contemporaneamente di agevolazioni fiscali, programmi di credito e riduzione di alcuni controlli amministrativi. L’espansione dell’intervento pubblico ha potuto quindi accompagnarsi, in determinati settori, alla riduzione di precedenti vincoli burocratici.

Accanto agli strumenti di sostegno, lo stato ha però mantenuto e sviluppato strumenti destinati al prelievo e alla redistribuzione delle risorse prodotte dalle imprese. Sono riconducibili a questa tendenza le modifiche della pressione fiscale, i meccanismi specifici applicati al settore petrolifero e del gas, l’imposta straordinaria sugli extraprofitti introdotta nel 2023 e alcuni provvedimenti valutari riguardanti gli esportatori.

Uno degli esempi più significativi è l’obbligo, introdotto nel febbraio 2022, per gli esportatori di vendere sul mercato valutario interno una quota dei ricavi percepiti in valuta estera. Inizialmente la quota obbligatoria fu fissata all’80%. Nel maggio 2022 essa fu ridotta dall’80 al 50% e, dal 10 giugno dello stesso anno, la quota obbligatoria fu portata allo 0%, determinando di fatto la cessazione dell’obbligo allora vigente. In seguito il meccanismo della vendita obbligatoria dei ricavi valutari fu nuovamente utilizzato, con modalità e destinatari differenti. L’importanza della misura risiede tuttavia nel principio che essa ha reso particolarmente evidente: in condizioni considerate eccezionali, lo stato poteva determinare direttamente le modalità con cui alcune categorie di imprese esportatrici disponevano di una parte dei propri ricavi in valuta estera.

Nel complesso, dopo il 2022 lo stato russo ha rafforzato la propria presenza nei rapporti con le imprese nazionali, assumendo contemporaneamente diverse funzioni: committente, finanziatore, erogatore di sovvenzioni, regolatore fiscale e valutario e autorità amministrativa. Ciò non ha comportato l’eliminazione dell’impresa privata o dei meccanismi di mercato, ma ha accresciuto, soprattutto in alcuni settori strategici, la dipendenza delle aziende dalle decisioni pubbliche. È pertanto più corretto parlare di un’espansione selettiva dell’intervento statale che di un’assimilazione generalizzata dell’impresa privata allo stato.

Sasha Cepparulo*

* Sacha Cepparulo è nato nel 1996 a Magenta (MI). Mentre studiava Filosofia all’Università degli Studi di Milano ha iniziato l’apprendimento della lingua russa perfezionato in due soggiorni a Novosibirsk. Dopodiché si è trasferito a San Pietroburgo, dove ha vissuto 8 anni, per studiare Filosofia e Letteratura russa presso l’Università Statale di San Pietroburgo.
Da anni collabora con diverse testate giornalistiche e riviste sia italiane sia russe tra cui Limes, Studi Evoliani, Il Talebano, Il Borghese, Barbadillo, Dimensione Cosmica, Dissipatio, Puti Rossii (Le vie della Russia) Russkaja Istina (La verità russa) e S.T.O.L. Ha scritto un libro, La Russia allo specchio. Le correnti di pensiero politico all’ombra del Cremlino (2025), edito da Idrovolante Edizioni. Inoltre, ha tradotto dal russo il romanzo Ul’tranormal’nost’ e dall’italiano al russo I Bolsceviki e La Sfinge bolscevica di M. K. Pervuchin pr la casa editrice russa Ruinaissance. È creatore di un canale Telegram russofono, Italja-Rossija, che redige adoperando l’ortografia classica della lingua russa. Infine, è fondatore e presidente dell’osservatorio La Grande Europa, che si occupa principalmente di Russia e delle sue relazioni con il Vecchio Continente.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *