Pappa e CIA: Ratcliffe, i droni russi e l’allarme è servito

La notizia arriva da El Mundo e viene rilanciata da ANSA: l’intelligence statunitense avrebbe raccolto informazioni su una possibile operazione russa con droni contro Italia, Francia o Spagna. Lo scenario descritto prevede droni Gerbera nascosti in container su navi mercantili e lanciati dal Mediterraneo. (ANSA.it) Insomma: Pappa e CIA. L’allarme è servito.

I dettagli hanno già il sapore della sceneggiatura. Secondo la ricostruzione attribuita a El Mundo, il Gerbera sarebbe lungo circa due metri, avrebbe 600 chilometri di autonomia, raggiungerebbe circa 160 km/h e potrebbe trasportare 4-5 chili di esplosivo: non abbastanza, viene precisato, per abbattere una grande struttura, ma sufficienti per provocare incendi, danneggiare impianti o bloccare temporaneamente un porto o un aeroporto. Lanciandolo da una nave a 200-300 chilometri dalla costa, il volo durerebbe fra poco più di un’ora e due ore. (ANSA.it)

E qui arriva anche la cartina. Secondo ANSA, quasi tutta l’Italia sarebbe nel raggio d’azione, con l’eccezione del Nord-Est. Repubblica, riportando la stessa vicenda, è ancora più precisa: da ipotetici punti di lancio nel Tirreno sarebbe raggiungibile praticamente tutto il Paese, tranne il Friuli-Venezia Giulia e la provincia di Lecce. (ANSA.it) Una precisione geografica notevole per un piano del quale, almeno pubblicamente, non possiamo vedere né il piano né le prove.

Ed è qui che viene in mente Carl Sagan e il suo celebre “drago nel garage”, raccontato ne Il mondo infestato dai demoni. Sagan immagina qualcuno che afferma di avere un drago nel garage. Non si vede? È invisibile. Spargiamo farina per trovarne le impronte? Vola. Proviamo a rilevare il calore delle fiamme? Il suo fuoco non produce calore. Ogni esperimento incontra una spiegazione che lo rende inconstatabile. (Wikipedia)

Il paragone con l’intelligence non è perfetto: i servizi segreti hanno motivi reali per proteggere fonti e metodi. Ma per il cittadino il problema conoscitivo rimane.

“Abbiamo informazioni.”

Possiamo vederle? No, sono classificate.

Possiamo sapere da chi arrivano? No, bisogna proteggere le fonti.

Possiamo esaminare le intercettazioni? No, rivelerebbero capacità operative.

Il drago, dunque, potrebbe esserci davvero. Solo che noi non possiamo controllarlo.

Ed entra in scena John Ratcliffe, direttore della CIA dal gennaio 2025. (CIA) Il 25 agosto Ratcliffe è effettivamente andato a Mosca per incontri con funzionari russi; i dettagli della missione non furono resi pubblici. Reuters ha successivamente riferito che il viaggio comprendeva incontri con alti esponenti dell’intelligence russa. (Reuters)

Secondo El Mundo, riportato da ANSA, la Lituania e altri Paesi sarebbero venuti a conoscenza delle informazioni sui droni poco dopo quel viaggio, e anche Italia, Francia e Spagna sarebbero state informate di una “possibile operazione” russa. (ANSA.it)

Quel “possibile” è la parola da tenere d’occhio.

Perché si parte da una possibile operazione, si passa attraverso intelligence, fonti riservate e giornali e alla fine sul telefonino compare:

“Russia pronta ad attaccare l’Italia”.

Tra le due frasi c’è parecchio spazio.

E anche la geografia acquista improvvisamente una sicurezza sorprendente: Roma sì, Milano sì, buona parte della penisola sì; Friuli-Venezia Giulia e Lecce, secondo una delle ricostruzioni, fuori dal raggio. Tutto calcolato sulla base dell’autonomia attribuita al Gerbera e di ipotetici punti di lancio dal mare, non sulla base di bersagli russi pubblicamente identificati. (la Repubblica)

Questo non dimostra affatto che l’allarme sia falso. Potrebbero esistere intercettazioni, immagini satellitari e altre informazioni solidissime che il pubblico non conosce.

Ma significa che bisognerebbe distinguere fra ciò che Mosca può fare, ciò che potrebbe stare valutando, ciò che sta preparando e ciò che ha effettivamente deciso di fare.

Nella centrifuga mediatica, invece, tutto rischia di diventare:

“Sta per succedere”.

Ed eccoci con CIA, Ratcliffe, Mosca, droni nei container, mercantili nel Mediterraneo, 600 chilometri di autonomia, il Friuli salvo, Lecce salva e informazioni decisive che restano invisibili.

Carl Sagan avrebbe probabilmente riconosciuto almeno il problema logico: l’impossibilità per il pubblico di confutare un’affermazione non equivale alla possibilità di verificarla.

Il drago nel garage, almeno, non aveva bisogno di una cartina dell’Italia.

Pappa e CIA.

L’allarme è servito.

 

Giovanni Balducci 

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