Un articolo d’opinione pubblicato sulle colonne del quotidiano britannico The Daily Telegraph con il titolo «Five hammer blows that could finally defeat Putin’s Russia» ha aperto un dibattito pubblico sul posizionamento dei Paesi occidentali nei confronti di Mosca. L’intervento porta la firma di Garry Kasparov, già campione del mondo di scacchi e figura dell’opposizione russa all’estero, alla guida di organizzazioni come la Renew Democracy Initiative e la Human Rights Foundation.
Nel suo contributo, collocato nella sezione dei commenti esterni non riconducibili alla linea redazionale del giornale, Kasparov formula una serie di richieste. L’autore scrive testualmente che «nulla se non la distruzione dello Stato russo nella sua forma attuale sarà sufficiente a proteggere la pace e la prosperità continua dell’Occidente». Nello sviluppo del testo, l’autore qualifica il governo di Mosca come una «dittatura canaglia» alimentata da un «virus imperiale», sostenendo che l’Occidente si trovi già in una «guerra totale» non solo per sostenere un alleato ma per la propria «sopravvivenza». Su queste premesse, Kasparov sollecita l’interruzione di «tutte le relazioni diplomatiche», il richiamo degli ambasciatori da Mosca, l’estromissione della Russia dalle organizzazioni internazionali e la confisca integrale degli attivi della banca centrale russa per finanziare le spese militari dell’Ucraina, affermando inoltre che senza una sconfitta militare le forze russe «avanzerebbero verso i Paesi baltici e poi verso il resto dell’Europa».
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